Hanno lasciato la loro impronta a Saint-Paul de Vence…

Célestin Freinet

Originario delle Alpes-Maritimes, Célestin Freinet insegnò alla scuola elementare di Saint-Paul de Vence dal 1928 al 1933. La vecchia scuola riservata ai maschi esiste ancora: essa si trova accanto ad una chiesa e una targa commemorativa ci ricorda il passaggio a Saint-Paul de Vence del famoso (anche se già controverso !) istitutore…
Célestin Freinet arrivò à Saint-Paul de Vence nel 1928. Grazie alla corrispondenza che sua moglie Elise intratteneva con i suoi genitori, sappiamo che la scuola di Saint-Paul de Vence era un vecchio edificio con un piccolissimo cortile nel quale la vigna offriva un po’ di ombra, e che la scuola era composta da un’unica aula e dall’appartamento del maestro al piano superiore. Il suo modo di insegnare era poco convenzionale e creava molta polemica in questo piccolo villaggio di un migliaio di persone!
Ad esempio, egli portava tutti i pomeriggi gli alunni a fare delle "passeggiate educative" nel villaggio o nella foresta, durante le quali offriva spiegazioni sulle vecchie pietre delle case e delle mura, sui fiori, sugli alberi e sugli animali. Di ritorno dalla passeggiata, i bambini scrivevano un piccolo giornale che stampavano loro stessi in classe e che mandavano poi alle scuole dei dintorni. A volte, Célestin Freinet scendeva fino alla grande fontana per una lezione di matematica : armati di brocche, i bambini dovevano risolvere dei problemi di scorrimento d’acqua. Nel 1933 lasciò Saint-Paul de Vence e andò a stabilirsi a Vence, dove aprì la propria scuola.

Baptistine & Paul Roux

Quando aprirono il "Robinson", che diventò più tardi la "Colombe d’Or", Paul e Baptistine Roux non potevano immaginare che la loro locanda diventerebbe una vera istituzione del villaggio...
Fu all’inizio degli anni 1920 che Paul Roux, figlio di un contadino di Saint-Paul de Vence, aprì il Robinson, un caffè ristorante in cui si assaporavano pan-bagnat e pissaladière. Ci si andava anche a ballare al suono di un autopiano.
Nel 1932, Paul e Titine Roux trasformarono il Robinson in una modesta locanda che venne chiamata la Colombe d’Or. La loro piccola locanda diventò una casa per gli ospiti, tra l’altro per gli artisti che soggiornavano a Saint-Paul de Vence tra le due guerre mondiali. Su un cartello all’ingresso, questa frase accoglieva gli ospiti: «Ici on loge à pied, à cheval et en peinture». Paul Roux strinse amicizia con loro e si aprì al mondo dell’arte e della pittura. Matisse, Léger, Picasso, Calder, Braque o Marc Chagall diventarono degli habitué della Colombe d’Or. Paul Roux si servì delle opere d’arte dei suoi amici per decorare la sala da pranzo e il giardino della Colombe d’Or. In pochi anni questo luogo diventò una «locanda museo» famosa in tutto il mondo.

Aimé & Marguerite Maeght

All’inizio degli anni 1950, Aimé et Marguerite Maeght comprarono una proprietà a Saint-Paul de Vence che venne chiamata  la "casa Bernard", in ricordo del loro figlio che morì nel 1953 a solo 11 anni.
Aimé e Marguerite Maght furono profondamente colpiti da questo dramma, ma confortati e sostenuti dai loro amici artisti, decisero di lanciarsi in un progetto di grande portata che potrebbe aiutarli ad andare avanti.
Con l’aiuto, tra l’altro, di Georges Braque ma anché di altri artisti, crearono una fondazione dedicata all’arte, concepita dall’architetto catalano Josep Lluis Sert e dagli artisti stessi. Così, per esempio, Giacometti, Miró o Braque occuparono i giardini, l’uno con le sue sculture nel cortile, l’altro con un labirinto che dialoga con la natura, il terzo con la sua grande vasca sul fondo della quale nuotano pesci di mosaico.
Inaugurata nel 1964, la Fondazione Maeght contribuisce da più di 40 anni all’influenza culturale ed artistica di Saint-Paul de Vence.
Aimé e Marguerite Maeght risposano nel cimitero comunale.

Théo Tobiasse

Théo Tobiasse avrebbe avuto 90 anni nel 2017. Nato in Israele da genitori lituani, la famiglia si trasferisce Parigi quando Théo ha soli 5 anni. Attratto dalla luce, si trasferisce in Costa Azzurra nel 1950 e acquista una casa nel 1975 a Saint-Paul de Vence, che gli piace e che non lascerà più. Nella sua casa studio di fronte alle mura, aveva trovato la felicità della luce e del cielo immenso, insieme alla presenza di pittori e artisti che vi avevano attraversato i secoli e soleggiato questa terra di pastori.
"Scolpire la pittura, dipingere la scultura, colorare la luce per esprimere la perpetua metamorfosi delle forme". 

André Verdet

Nato a Nizza da genitori originari di Saint-Paul de Vence, André Verdet passò la sua infanzia a Saint-Paul de Vence insieme a suo zio, ex sindaco del villaggio e sua zia. Membro della resistenza e al tempo stesso artista dalle mille sfaccettature, André Verdet fu per più di mezzo secolo complice dei pittori e degli autori che frequentavano il suo villaggio. Impegnato nella resistenza durante la guerra, André Verdet venne arrestato dalla Gestapo e deportato prima nel campo di Auschwitz e poi in quello di Buchenwald. Durante le ore più cupe della sua cattività egli si volse verso le stelle per trovare la forza di sopravvivere.
Dopo la guerra, egli si dedicò al suo lavoro d’autore. Era stato un incontro con Jean Giono nel 1935 a fargli scoprire questa sua passione. André Verdet ritrovò Jacques Prévert che aveva incontrato a Saint-Paul de Vence nel 1941: tra i due uomini nasce un’amicizia tanto durevole quanto creativa. Collaborarono ogni due anni alla redazione di raccolte di poesie, tra le quali « C’est à Saint-Paul de Vence » pubblicata nel 1949. Prévert gli presentò Picasso all’inizio degli anni 50.
Paul Roux, il proprietario della Colombe d’Or, gli presentò Matisse. Ascoltando gli incoraggiamenti e seguendo i consigli dei due maestri, André Verdet iniziò a dipingere. Frequentava altri artisti come Arman e César e partecipò a delle mostre in numerose gallerie della Costa Azzurra. Il suo libro “Entretiens, notes et écrits sur la peinture” riunisce le conversazioni che egli ebbe  con Chagall, Braque, Léger, Matisse e Picasso. Si tratta inoltre di un modo inedito per scoprire il loro universo pittorico. Autore di numerosi libri d’arte, di cataloghi di mostre e di raccolte di poesie, André Verdet  fu anche scultore e ceramista. Divenne il promotore delle arti e del suo villaggio, il nesso tra Saint-Paul de Vence e i più grandi artisti del secolo scorso.

Jean Michel FOLON expose ses oeuvres au chateau Sainte Roselyne aux Arcs sur Argens.

Jean-Michel Folon

"Saint-Paul de Vence è un luogo molto legato alla mia vita", diceva Jean-Michel Folon. Per una trentina d’anni, l’artista belga soggiornò spesso nel villaggio…
E’ alla metà degli anni 1970 che Jean-Michel scoprì Saint-Paul de Vence, in compagnia del suo amico lo scultore César, un habitué del paese. Quest’ultimo gli fece scoprire la Colombe d’Or in cui Folon fu tante volte accolto dalla famiglia Roux. Fu proprio Folon che dipinse l’insegna colorata che pende sopra la porta d’ingresso. Raffigura una colomba dorata che spicca il volo sopra il paese. Nel 1979, è nel villaggio che eseguì le illustrazioni dell’opera omnia del poeta Jacques Prévert, un lavoro colossale in alcuni volumi.
Quindi, non è una sorpresa se fu proprio Folon che il comune sollecitò per decorare l’interno della cappella dei Pénitents Blancs (penitenti bianchi). L’artista, che desiderava lasciare qualcosa di sé nel villaggio, accettò con entusiasmo ciò che fu uno dei suoi ultimi progetti. Folon creò una decorazione colorata e poetica le cui sculture e vetrate, i cui dipinti nonché il mosaico dialogano in armonia sulle pareti e sulla volta della cappella.
Jean-Michel Folon decedette in ottobre del 2005. Fu sepolto a Monaco, dove si era stabilito nel 1983.

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