Saint-Paul de Vence in canzoni

Michel Sardou

La java de Broadway

 
Si ride e si balla, come a Saint-Paul de Vence…

Saint-Paul de Vence, ecco un nome con una bella rima che ha sedotto numerosi cantanti.

Spesso sinonimo di vacanze, Saint-Paul de Vence è stato l’oggetto di canzoni sin dal dopoguerra. 

Così, in Nationale 7 (1995), Charles Trenet ci ricorda che questa mitica strada "fa’ di Parigi un sobborgo di Valence e una periferia di Saint-Paul de Vence".

Pierre Barouh

Saint-Paul de Vence

Una grande palma, un pino appaiono, ancorati nella pietra delle mura, il tintinnio della pétanque, fontane, colombe, non manca niente.

In Les noctambules di Jean Ferrat (1962)
o La Java de Broadway di Michel Sardou (1977),
Saint-Paul de Vence è piuttosto sinonimo di festa.
Ma per numerosi compositori, il villaggio è sopprattutto associato a dei testi pieni di nostalgia e di amore, come il commovente Saint-Paul de Vence di Serge Reggiani (2000).

Marcel Mouloudji, Isabelle Aubret e persino Julien Doré hanno cantato le lodi del villaggio nelle loro canzoni. Così come un gruppo di folk music americano di Seattle il cui nome è… St. Paul de Vence!

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