ACQUA E PIETRE PREZIOSE…

L’acqua attraversa il paese e ne forgia le pietre di vasche e fontane, come il tempo. Sentieri segreti e testimonianze… Accomodiamoci un attimo accanto a una fontana.

Christophe Messineo - Consigliere per il soggiorno & Guida conferenziere

Appena si giunge nel paese, l’acqua è ovunque. Di fronte alla cappella Sainte-Claire, la fontana scolpita da Félix Tilio troneggia all’entrata di Saint-Paul de Vence. Dalla bocca di pietra patinata, sgorga un’acqua fresca apprezzata dai passanti. Sul sagrato della cappella Sainte-Claire, i consoli della città accoglievano gli ospiti di riguardo. 

Gli archi di pietra tra la cappella e il vicino frantoio sono quelli dell’acquedotto la cui acqua, captata dai contrafforti di Vence e canalizzata fino al paese, ha consentito a mulini e frantoi di funzionare nel corso dei secoli.

Nel lavatoio addossato alla Colombe d’Or riecheggiano ancora le voci delle lavandaie
Dalla cappella, lo sguardo si sposta sul campetto da bocce, porta d’entrata del paese. È cambiato poco dall’inizio dello scorso secolo e i nostri occhi vedono le stesse immagini dei pittori degli anni 1920: una piazza tra le mura e il lavatoio, orlata da due pensioni di campagna in cui gli artisti sono sempre stati benaccetti. Che luce!

E cosa dire dei colori di questa campagna idilliaca fatta di fiori, viti e ulivi? Le lavandaie ne hanno visti di artisti all’ostello! Non era forse Matisse che si sedeva sempre allo stesso tavolo, sotto l’albero di fico?

Varcate le mura, un’elegante fontana accoglie il visitatore

Appena si attraversa la porta fortificata, ecco l’invitante fontana di place du Tilleul. Una fontana tutta curve, con un abbeveratoio, è addossata alla potente torre d’ingresso medievale, vestigia della muraglia del XIV secolo quando Saint-Paul de Vence era un’importante piazzaforte. Dall’alto dello sperone, Saint-Paul de Vence ha sorvegliato per cinque secoli la frontiera che separava la Provenza dalla Contea di Nizza.

Passando dal pozzo, gli asini salivano nella Rue Grande

Occorre concedersi il tempo di sedersi un attimo sulla vicina panchina per vedere come il tempo ha patinato la vera del pozzo dei «4 canti». La casa di Messer César Sauvan si ergeva in questa piazza, fu demolita nel 1771 per ampliare rue Grande, che di grande ha solo il nome. Per secoli infatti, soltanto asini e muli riuscivano a salire lungo le strade strette e montuose.

Tutte le strade portano alla fontana grande

Al centro del paese, attira lo sguardo per le monumentali dimensioni. Questa urna di pietra dal largo bacino si erge orgogliosa nell’antica piazza del mercato. Nel XIII secolo, il conte di Provenza concesse a Saint-Paul de Vence il privilegio di organizzare un mercato. Dietro la maestosa fontana eretta nel 1850, vi è il grande lavatoio a volta, sotto cui un tempo si insediarono i pescivendoli venuti da Cagnes.

Una canaletta in pietra levigata scende precipitosamente la rue Grande dal lavatoio fino alla porta di Nizza. Un po’ più in basso, tra eleganti facciate dai cordoni modanati e le finestre a crociera, la piazzetta è grande quanto un cortile. Il fruscio dell’acqua della fontana riecheggia giorno e notte. Di fronte alla fontana vi è l’imponente dimora del giudice.

Alla fine del villaggio, una fontana discreta addossata a potenti rinforzi

All’estremità della rue Grande, si indugia tra salire pochi gradini fino alle mura o varcare la porta di Nizza e arrivare al cimitero. Dietro un grande pino vi è una fontana addossata a un baluardo delle potenti mura di cinta fortificate del XVI secolo. Elevate nel 1540 circa, per ordine di Francesco I, conferiscono a Saint-Paul de Vence la sua forma particolare. Due invasioni della Provenza dal rivale Carlo Quinto e una visita storica a Saint-Paul de Vence nel 1538 convinsero Francesco I a rafforzare le difese della città. Opera dell’ingegnere Jean de Renaud de Saint-Rémy, queste fortificazioni sono tutelate come Monumenti Storici dal 1945.

Dall’alto della baluardo di Annebaud, la vista sulle Alpi, sulle colline e sul mare è ammaliante. Si distingue il bianco immacolato delle serre di rose, nella valle del Malvan. La campagna è disseminata di ulivi, di aranci e di innumerevoli piccoli bacini di irrigazione, che ricordano le radici contadine degli abitanti.
Al cimitero, riposa il pittore Marc Chagall che visse gli ultimi diciannove anni della sua vita qui. È stata anche l’ultima dimora di Aimé e Marguerite Maeght, che nel 1964 inaugurarono a Saint-Paul de Vence la loro celebre fondazione d’arte.

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